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Il mistero di Göbekli Tepe,

il tempio di 12 mila che non dovrebbe esistere

[National Geographic]

Göbekli Tepe sfida la storiografia ufficiale. E' diversi millenni più antico delle piramidi egizie; risale a molto tempo prima delle civiltà antiche a noi note, come quella mesopotamica, minoica e maya. Fu costruito da uomini che erano ancora nell'età della pietra. Ma chi lo costruì e perchè?

Per risolvere il mistero, uno studioso intraprende un viaggio nel tempo fino a 12 mila anni fa, alla fine dell’ultima era glaciale, molto prima che l’uomo inventasse gli utensili, la scrittura e la ruota: “è come se un bambino di tre anni costruisse un grattacielo con i Lego”, commenta Jeff Rose, studioso di storia primitiva.

Per milioni di anni, l’uomo si è evoluto lentamente, sopravvivendo con la caccia e l’accumulo di provviste. Poi, 12 mila anni fa, succede qualcosa di straordinario: l’evoluzione accelera! In un arco di tempo relativamente breve, l’uomo passa dall’età della pietra all’età tecnologica, arrivando a mettere piede sulla Luna. Ma cosa è stato a farci cambiare in maniera così radicale?

Gobekli Tepe è un sito archeologico a circa 18 km a nordest dalla città di Şanlıurfa nell’odierna Turchia, presso il confine con la Siria, nel quale è stato rinvenuto il più antico esempio di tempio in pietra, risalente al 9600 a.C. e che sta sconvolgendo tutte le certezze sulle origini della civiltà.

video: https://www.youtube.com/watch?v=ksPedK5mC_Q

http://www.ilnavigatorecurioso.it/2013/04/26/gobekli-tepe-il-tempio-di-12-mila-che-non-dovrebbe-esistere/

 

 

 

 

Origine turca per gli antichi Etruschi

Uno studio condotto dall'università di Torino confermerebbe l'origine 'turca' del popolo etrusco. Secondo lo studio gli Etruschi approdarono in Italia circa 3mila anni fa provenienti dagli antichi territori della Lidia in Anatolia. Dopo un lungo viaggio e una tappa nell'isola di Lemos nel mar Egeo gli Etruschi raggiunsero la penisola italica e qui si stabilirono tra l'Arno e il Tevere. I discendenti dell'antico popolo dei Tirreni conservano un codice genetico peculiare e identico a quello riscontrato tra gli abitanti di Lemnos e dell'attuale Turchia 

Fonte: OKPedia.it

 

 

 

 

Origini degli Amazzoni

Le Amazzoni erano un popolo di sole donne, citato già nelle più antiche leggende greche, che, secondo quanto ci tramanda Omero, viveva nella regione del fiume Termodonte, in Leucosiria (sulla costa meridionale del Mar Nero - Turchia odierna) intorno alla città di Temiscira. Erano governate da una regina e gli uomini erano rigorosamente esclusi dal loro paese; pertanto, per la conservazione della stirpe, le Amazzoni provvedevano ogni anno recandosi, durante la primavera, presso una popolazione limitrofa di uomini.
Un’altra tradizione, invece, sostiene che nel popolo stesso delle Amazzoni erano presenti uomini che venivano trattati come schiavi e mutilati negli arti in modo da non essere in grado di utilizzare armi.
Le Amazzoni, secondo la leggenda, si amputavano uno dei seni per usare l'arco più facilmente (amazon senza un seno); combattevano a scopo difensivo, ma, come riportano molti racconti mitologici, anche a scopo di conquista, con scorrerie nei paesi confinanti, e addirittura grandi spedizioni: in Tracia (Turchia odierna), Siria, Asia Minore (Turchia odierna) e Grecia.
Alcuni scrittori fanno anche risalire la fondazione di città come Smirne, Mitilene e Efeso alle stesse Amazzoni.

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Amasya (Amasea) "Amasonia"Amasea

La città degli amazzoni in Mar Nero (Città del Ponto) nella quale nacque anche Strabone

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AMASEA oggi AMASYA Capoluogo di provincia, sorge nella vallata del fiume Yeşilırmak, ed è pigramente distesa attorno a una superba fortezza. Capitale del regno del Ponto, nel periodo ellenistico, col suo re Mitridate, per lungo tempo tenne testa persino alla grande Roma. Oggi però di quello splendido periodo rimangono solo alcune tombe ellenistiche.

 

 

 

 

 

 

La Civiltà è Nata

7.000 anni

Prima delle Piramidi

a Gobekli Tepe

in Turchia

 

La Repubblica
no. 1208 - anno 2011

pagina 72-73 

 

 

 

 

 

Una piccola Turchia in Italia:

Moena

Val di Fasso - Dolomiti

 

 

Le feste di paese
Festa del rione Turchia
 

 

 

 

 

 

Né stupri né torture in carcere
«Fuga di mezzanotte? Un bluff»

... da Corriere.it

...................

La verità sulla storia del film "Fuga di Mezzanotte"

Intervista con l'autore "Billy HAYES" che ha vissuto tale esperienza e che ha scritto il libro:

 

- Nel film hanno descritto i turchi più malvagio del mondo. Solo il capo delle guardie della prigione era molto severo. Tutti gli altri che ho incontrato sia in prigione che nel paese non sono stati così malvagi come descritto nel film. Ho avuto tanti amici in Turchia grazie a loro ho imparato anche la lingua turca.

 

Cliccare qui per ascoltare l'interviste direttamente dalla voce dell'autore ...

 

 

 

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Comunità Turca in Italia

su Yahoo Gruppi

(fondati e gestiti da Dott. KANKILIC Ibrahim Gultekin)

 

Se desideri di partecipare alle attività culturali della comunità turca in Italia registrati cliccando qui.

 

Se parli la lingua turca e desideri comunicare con i turchi in Italia clicca qui.

Se parli invece l'inglese puoi comunicare con i turchi cliccando qui.

 

 

 

 

La Turchia ha inaugurato il tunnel

sotto il Bosforo che unisce Asia e Europa in 4 minuti

Il primo tunnel sotto il Bosforo che consente di attraversarlo in 4 minuti in treno fra Asia ed Europa. Il tunnel riunisce la linea di trasporto su rotaia suburbana tra le due rive di Istanbul, collegandola a metrò e treni pesanti.

clicca qui per la mappa ferroviaria (metro/tram/treno/funicolare/funivie) di Istanbul >>>

 

 

 

EVENTI IN ITALIA

 

 

Più di tutto mi irritavano i loro sogni! Perché ero in grado di percepirli! Tutti quei sogni di una vita felice in un paese lontano! Quei sogni disgustosi che, indipendentemente dalla mia volontà, finivano per contagiarmi! Una volta avevo addirittura chiesto a mio padre: “Possiamo andare con loro? 

Hakan Günday

ANCÓRA

traduzione di Fulvio Bertuccelli

gli alianti, 500 pagine, 18,00 euro

 

in libreria dal 28 gennaio 2016

 

Gazâ cresce tra i mercanti di uomini. Aiuta suo padre a traghettare i clandestini da una sponda all’altra dell’Egeo.
In una famiglia senza donne, in una Turchia martoriata, terra di transito per i nuovi schiavi dell’Occidente, 
Gazâ ha un suo umorismo candido e spietato, e nutre ragioni di speranza: l’amicizia, lo studio, i messaggi forti e chiari che gli arrivano dai libri che contano.

I fantasmi fin troppo vivi della nostra realtà lo accerchiano, tentano di schiacciarlo, ma Gazâ, piccolo eroe di oggi, percorre sino in fondo, con lucidità e coraggio, il suo viaggio di riscatto e conoscenza.
Porta in tasca un dono prezioso: la rana di carta che gli ha donato Cuma, un clandestino afgano, il suo amico più grande e più vero, che continua a parlargli e a guidarlo dalla distanza.
Questa piccola rana verde, questa voce sono il filo forte che lo tiene, che lo salva.

Che mostra anche a noi una strada.

Dopo A con Zeta, con Ancóra Hakan Günday, stella della letteratura turca, entra nel tema più scottante della sua terra e del mondo raccontando l’avventura terribile e grandiosa di un bambino che respira il male, intravede il bene e trova la sua forma di resistenza.
Premio Médicis in Francia, dove è stato il caso letterario dell’autunno, best seller assoluto in Turchia, Ancóra è un’uscita attesissima nel resto d’Europa, negli Stati Uniti e nell’Est del mondo.

 

Hakan Günday sarà ospite del festival Writers 
Milano sabato 30 gennaio 2016
Seguirà un tour che lo porterà a Roma, IvreaTorino, Bologna e Palermo.

Scopri gli eventi, qui.


 

Stefano Santamato

Comunicazione e Marketing Marcos y Marcos

via Piranesi 10, 20137, Milano

 

 

 

 

PER LA PRIMA VOLTA IN ITALIA I RACCONTI DELLO SCRITTORE TURCO OĞUZ ATAY, CON UNA POSTFAZIONE DI ORHAN PAMUK

 

 

La casa editrice veneziana Lunargento, in collaborazione con il Ministero alla Cultura del Governo Turco, ha pubblicato un’opera determinante per la promozione della cultura e della storia turca in Italia. Con la pubblicazione dei racconti Aspettando la paura, i lettori italiani potranno finalmente scoprire Oğuz Atay, l’ingegnere e scrittore amato dal premio Nobel Orhan Pamuk, che negli anni Settanta del Novecento rivoluziona le lettere turche, avvicinando la propria scrittura alle forme del narrare occidentali, aperte alle problematiche e alle realtà individuali escluse dal racconto realistico allora imperante in Turchia.

 

Oğuz Atay (1934-1977) debutta con il capolavoro Tutunamayanlar, (“Gli incapaci di connettersi”, 1972), descritto dall'UNESCO come “il più eminente romanzo del ventesimo secolo della letteratura turca”. L’opera espone – su piani formali ed estetici ben diversi dalle impostazioni realistiche, consuete nelle lettere turche del Novecento – il disagio di individui alienati, in conflitto con se stessi e con le convenzioni sociali imperanti.

 

Nei racconti di Aspettando la paura, apparsi tra il 1972 e il 1977, si concentra la stessa potenza espressiva del grande romanzo. Otto storie che presentano in modo inedito i nodi “kafkiani” di assurdità, insicurezza, paura, solitudine, incomunicabilità: i segni delle persone contemporanee, nel ruolo di sofferte protagoniste dei brani che ricalcano, non senza ricorrere anche all’arma dell’ironia,  i tratti del malessere dell’umanità.

Orhan Pamuk, nella postfazione pubblicata nella raccolta, spiega la portata rivoluzionaria della scrittura di Atay per la letteratura turca: “Si deve a lui se tanti aspetti dell’esistenza sono entrati e hanno trovato posto in un romanzo: la partita alla radio, la scuola guida, amabili intellettuali smarriti fra le pagine dei libri”.

 

La traduzione del romanzo è di Giampiero Bellingeri e Şemsa Gezgin, già traduttori di Orhan Pamuk.

La casa editrice Lunargento da ormai due anni è impegnata nella diffusione della letteratura turca in Italia; l’opera di Oğuz Atay rientra nella collana Qavsciaq. Incontri in Turchia. Novelle, strofe e raccontesse a cura di Giampiero Bellingeri.

 

 

 

Novità nella collana Beit storia!

esce "Turchia. Porta d'Oriente"

di Klaus Kreiser e Christoph K. Neumann

 
 

copertina di "Turchia. Porta d'Oriente"

 

Nuovo titolo della collana Beit storia: dopo aver pubblicato monografie storiche dedicate ai paesi del centro-est Europa, Beit casa editrice si apre a nuovi orizzonti geografici proponendo una nuovissima storia della Turchia. 

L'idea di fondo rimane la stessa: far conoscere al pubblico italiano i paesi da poco entrati – o che attendono di essere accolti – all'interno dell'Unione europea.

 

Un profilo sintetico della storia della Turchia e della cultura turca, a partire dalle sue prime testimonianze, risalenti al VII secolo d.C., fino ai nostri giorni, con particolare approfondimento degli aspetti religiosi, culturali, sociali ed economici sulla base dei più recenti contributi del dibattito storico.

 

Come gli altri testi già pubblicati al'interno della collana anche questa storia della Turchia si presenta come un testo dall'alto valore scientifico, ma di facile approccio. Ad accompagnare il lettore nel corso dei secoli, oltra a una preziosa sezione illustrata, ci saranno materiali da consultazione quali cartine, tavole sinottiche e appendici riassuntive.

 

In allegato la scheda del libro, l'indice e un breve estratto del capitolo finale.

 

Per qualsiasi richiesta di informazioni vi prego di contattarci a questo indirizzo mail o di telefonarci allo 040 5199075


Cordiali saluti.

 

Eleonora Leghissa

 

tel/fax: 040 5199075

 

 

 

 

 


 

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